La Sfinge

NOTA IMPORTANTE

Questa è una traduzione non ufficiale e non autorizzata di una pubblicazione FIGU.

1977

DEU

ITA

Der Sphinx

La Sfinge

Aegypten – es spricht so der Sphinx: «Ich bin das Kind von gestern, die Zwillings-Löwengötter haben mich ins Sein gerufen». Egitto – così parla la Sfinge: «Io sono la figlia di ieri, gli dei gemelli-leone mi hanno chiamato all’esistenza».
Nahe bei Gizeh stehen sie, die drei mächtigen Pyramiden, die herausragen aus den Sandhügeln der Wüste. Si trovano vicino a Giza, le tre possenti piramidi che si ergono dalle dune di sabbia del deserto.
Einst mächtige und wertvolle Schutzbauten einer längst verflossenen Kultur (vor rund 75 000 Jahre), heute drei Gräber von alten Königen, von Cheops, Chefren und Mykernios. Un tempo potenti e validi rifugi di una cultura ormai lontana (circa 75.000 anni fa), oggi sono tre tombe di antichi re: Cheope, Chefren e Mykernios.
Zu Füssen der drei Pyramiden ruht der Sphinx. Ai piedi delle tre piramidi riposa la Sfinge.
Seine gewaltigen Pranken sind schützend ausgestreckt über die Stadt der Toten, wie um die magischen Geheimnisse zu wahren, die darin verborgen sind. Le sue possenti zampe allungate proteggono la Città dei Morti, come a voler salvaguardare i magici segreti che sono nascosti al suo interno.
Es ist so; vor den gewaltigen Pyramiden liegt der Sphinx; ein Zauber des Schweigens ruht auf ihm, denn man hält ihn für eine Gottheit. Così, davanti alle possenti piramidi posa la Sfinge; un magico silenzio riposa su di lei, che viene considerata una divinità.
So sagte schon Plinius. Questo è quanto disse già Plinio.
Der Sphinx gebietet Schweigen, und der Grund, weshalb man zu früheren Zeiten dieses Denkmal nie erwähnte, war der Schrecken, den es dem Beschauer einflösste. La Sfinge esige silenzio. Il motivo per cui in epoche precedenti non si accennasse mai a questo monumento era il terrore che incuteva a chi la guardava.
Damals aber waren der Körper und das Antlitz des Sphinx noch schön, und der Mund trug den Ausdruck strahlender Anmut, gerade ob er lächelte. A quel tempo il corpo e il volto della Sfinge erano ancora belli e la bocca aveva un’espressione di una grazia radiosa, come se sorridesse.
Es leuchtete auch das mächtige Haupt von roter Fayence und er hatte noch nichts von seinem Zauber verloren. Anche la sua possente testa luccicava come ceramica rossa e non aveva ancora perso nulla della sua magia.
Die Einwohner Arabiens nannten das Denkmal Abu’ I-hawl, Vater des Schreckens. Gli abitanti dell’Arabia chiamarono il monumento Abu ‘I-Hawl, padre del terrore.
Auf einem flachen Stein unter der Brust des Sphinx ist zu lesen, dass vierzehn Jahrhunderte vor Chr. dieses riesige Kunstwerk bereits unter dem Wüstensand begraben war. Su una pietra piatta sotto il petto della Sfinge si legge che, quattordici secoli prima di Cristo, questa enorme opera d’arte si trovava già sepolta sotto la sabbia del deserto.
Schon in jenen Tagen war der Sphinx zeitlos und sein Ursprung durch Sagen und Legenden verdunkelt. Già a quei tempi la Sfinge era senza tempo e la sua origine oscurata da saghe e leggende.
Vor rund 3400 Jahren ruhte sich ein Prinz, der spätere König Thutmosis IV., zur Mittagszeit im Schatten des halb Wüstensand begraben Sphinx aus. Circa 3400 anni fa un principe, in seguito re Thutmosis IV, si riposava a mezzogiorno all’ombra della Sfinge mezza sepolta dalla sabbia del deserto.
Ehe die Stunde kam, zu der er sich und seinen Begleitern Ruhe gönnte, hatte er in der Nähe gejagt und Speere geworfen. Prima dell’ora di riposo suo e del suo seguito, aveva cacciato nelle vicinanze e lanciato alcuni giavellotti.
Vor seiner mittäglichen Einsamkeit opferte der Prinz der Gottheit Horus Blumensamen, «denn auf diesem Ort», so steht geschrieben, «ruht seit Anbeginn der Zeit ein grosser Zauber». Prima di ritirarsi in silenzio a metà giornata, il principe offrì alcuni semi di fiori al dio Horus, «poiché in questo luogo» cosi sta scritto, «regna sin dall’inizio dei tempi un grande magia».
Während der Prinz im Schatten lag erschien ihm der Sonnengott – der Sphinx, denn zur damaligen Zeit verkörperte das gigantische Steinbild dem einheimischen Glauben und der Religion gemäss das Abbild des Sonnengottes. Mentre il principe riposava all’ombra, gli apparse il dio del sole – la Sfinge, perché allora, secondo le credenze e della religione del luogo, la gigantesca immagine in pietra incarnava appunto il dio del sole.
Der Gott erschien den schlafenden Prinzen im Träume und sprach mit ihm wie ein Vater mit seinem Sohne. Il dio apparso in sogno al principe addormentato gli parlò come un padre parla al proprio figlio.
So steht geschrieben, dass einem Versprechen des Sonnengottes gemäss der Prinz den Königsthron besteigen und lange Jahre glücklich regieren sollte. E’ scritto, che secondo una promessa del dio del sole il principe sarebbe salito al trono del re e avrebbe regnato felicemente per molti anni.
Doch war dieses Versprechen verbunden mit einer Forderung des Gottes, dass der Prinz den Sand von dem Sphinx entfernen sollte: Tuttavia questa promessa era legata ad una richiesta del dio, secondo la quale il principe avrebbe dovuto rimuovere la sabbia dalla Sfinge:
«Versprich mir, dass du tun wirst, was ich von ganzem Herzen wünsche. Dann weiss ich, dass du mein Sohn und Helfer bist». «Promettimi che farai quello che desidero di tutto cuore. Allora saprò che tu sei mio figlio e mio aiutante.».
Als der Prinz dann später tatsächlich und gegen seine Erwartung König wurde, gedachte er des Traumes und liess, dem Willen des Sonnengottes gehorchend, den Sphinx aus dem Sande ausgraben. Quando più tardi il principe, contrariamente alle sue aspettative, divenne effettivamente re, si ricordò del sogno e, seguendo la volontà del dio del sole, fece disseppellire la Sfinge dalla sabbia.
Der Wüstensand jedoch und der Wind setzten ihre unbarmherzige Arbeit fort, und schon in wenigen Jahrhunderten war das Riesenstandbild wieder unter dem Sand begraben. Ma la sabbia del deserto e il vento continuavano implacabilmente la loro opera, e nel giro di pochi secoli la gigantesca statua fu nuovamente sepolta dalla sabbia.
Plutarch (45 – 126) sagt in seiner Schrift über Isis und Osiris, dass der Sphinx das Geheimnis des okkulten Wissens und der okkulten Weisheit symbolisiere. Plutarco (45-126) afferma nei suoi scritti su Iside e Osiride che la Sfinge simboleggia il segreto della saggezza e delle scienze occulte.
Ferner aber beschreibt er ihn als ein herrliches Geschöpf mit Flügeln von immer wechselnder Farbe. Inoltre la descrive come una magnifica creatura con le ali dal colore sempre mutevole.
Sie erglänzen wie Gold, wenn die Sonne sie bestrahlt; sie spiegeln die Regenbogenfarben wider auf einem Hintergrund von Wolken. Luccicano come l’oro quando il sole le illumina; su uno sfondo di nuvole riflettono i colori dell’arcobaleno.
Doch es gelang selbst dem unermüdlichen Forscher Plutarch nicht, in das Geheimnis einzudringen. Tuttavia, nemmeno l’instancabile ricercatore Plutarco riuscì a penetrarne nel segreto.
Ueber Jahrhunderte und Jahrtausende blieb der Sphinx der Wächter der ägyptischen Magie. Per secoli e millenni la Sfinge è rimasta la guardiana della magia egizia.
Plutarch versichert, dass viele griechische Denker – Solon, Thales, Pythagoras, Eudoxos, ja sogar Lykurg – in dem Wunsche, mit den Sphinx-Priestern zu reden, die damals sehr beschwerliche Reise nach Aegypten unternommen hätten. Plutarco assicura che molti pensatori greci – Solone, Talete, Eudosso e persino Licurgo – nel desiderio di parlare con i sacerdoti della Sfinge, avrebbero intrapreso l’allora arduo viaggio in l’Egitto.
Ein jedes priesterliche Wort, und eine jede priesterliche Geste zeitigte eine wunderbare Wirkung. Ogni parola e ogni gesto dei sacerdoti aveva un effetto meraviglioso.
Es wohnte dem Menschen eine geheimnisvolle magische Kraft inne, und je grösser das Mana, die magische Spannung war, desto grösser und erstaunender waren die Wunder, die sie zu vollbringen vermochten. L’essere umano possedeva un misterioso potere magico, e quanto più grande era il Mana, vale a dire la tensione magica, tanto più grandi e stupefacenti erano i miracoli che erano in grado di realizzare.
Es ist gesagt, dass der Pharao mit dieser Kraft so sehr ausgestattet war, dass er nur die Hand zu erheben brauchte, um die Erde erzittern zu lassen. Si dice che il faraone fosse così dotato di questo potere che solo alzando la mano faceva tremare la Terra.
Aus diesem Grunde wurde der König, wenn er nicht gerade bei einer bestimmten Handlung dargestellt wurde, gewöhnlich in einer Haltung der Ruhe und Nichtbewegung abgebildet, damit nicht aus seiner unwillkürlichen Bewegung heraus eine Gefahr entstehen konnte: denn die Mana wohnte keinesfalls nur in der Person, im Menschen, sondern auch in seinem Bilde. Per questo motivo, a meno che il re non venisse raffigurato in atteggiamento particolare, solitamente veniva rappresentato in un momento di stasi e di riposo, per il timore che un suo movimento involontario avrebbe potuto causare un pericolo: il Mana, infatti, non dimorava solo nella persona, nell’essere umano, ma anche nella sua immagine.
Von alter her wurden im Lande am Nil Bildnisse als lebende, handelnde Wesen betrachtet. Fin dai tempi antichi nella terra del Nilo i ritratti venivano considerati come esseri viventi capaci di agire.
So war Aegypten schon von frühem Anfang an stets das Land magischer Standbilder, deren okkulte Kräfte die physische Welt zu beeinflussen vermochten. Sin dai primordi l’Egitto è sempre stata la terra delle statue magiche, i cui occulti poteri potevano influenzare il mondo fisico.
So verscheuchten die Wächtersphinxe vor den Tempeln nicht nur gründlich die Uneingeweihten, sondern sie konnten auch strafen und belohnen, wie der König selbst, den sie ja ursprünglich darstellten. Cosi, le sfingi guardiane davanti ai templi, non solo scacciavano scrupolosamente i non-iniziati, ma furono anche in grado di punire e di ricompensare, come lo stesso re, che originariamente rappresentavano.
Die Standbilder öffneten sogar ihren steinerenen und mächtigen Mund, so nach den Legenden und Sagen, um den Willen der Götter zu offenbaren. Le statue aprivano persino le loro possenti bocche di roccia, secondo le saghe e le leggende, per rivelare il volere degli dei.
Die Kirchenväter zeugen eindeutig davon, dass Steinbilder sprechen konnten. I Padri della Chiesa testimoniano chiaramente che le immagini di pietra potevano parlare.
Bei solchen Orakeln waren oft der König und das ganze Volk versammelt, und die Schreiber hielten die Worte auf ihren Papyri fest. Spesso, durante tali oracoli, il re e tutto il popolo erano riuniti e gli scribi mettevano per iscritto le parole sui loro papiri.
In der Oase Siwa stand das Bildnis des Gottes Ammon, zu dem Alexander pilgerte. Nell’oasi di Siwa si trovava il ritratto del dio Ammone, da cui Alessandro andò in pellegrinaggio.
Ammon versprach dem Makedonier, dass er über die Welt herrschen werde. Ammone promise al macedone che egli avrebbe dominato il mondo.
Standbilder taten jedoch noch grössere Wunder: oft stiegen sie von ihrem Sockel herunter, um sich unter den Menschen zu bewegen. Tuttavia, le statue facevano miracoli ancora più grandi: spesso scendevano dal loro piedistallo per muoversi fra la gente.
So geht die Sage, dass unter der Regierung der Königin Hatschepust der Gott Ammon durch die Tempelsäle in Karnak schritt und vor einem Jüngling halt machte – dem späteren Thutmosis III (1501 – 1477 v.Chr.) La saga dice che sotto il regno della regina Hatshepsut il dio Ammone attraversò a Karnak le sale del tempio fermandosi davanti ad un giovanotto – il futuro Thutmosis III (1501 – 1477 a.C.)
Der Jüngling kniete vor dem Gotte nieder, doch Gott Ammon hob ihn auf und hiess ihn den Platz einnehmen, der des König war. Il giovane s’inchinò davanti al dio, ma Ammone lo fece alzare e gli disse di prendere il posto che era del re.
So wurde Thutmosis durch diesen ‘göttlichen Staatsstreich’ König: die menschliche Vernunft hat zu schweigen, wenn Ammon eine dynastische Angelegenheit regelt. Così Thutmosis è diventato re tramite questo ‘colpo divino’: la ragione umana deve tacere quando è Ammone a gestire una questione dinastica.

Billy

Selezionato e tradotto da Enrico Freguja 
Controllato e corretto da Irma Aussenhofer 
FONTE WZ n.15
Ultima modifica 25/01/2019 


PER APPROFONDIRE ...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...